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Indennità di malattia 2026: come viene pagata e quanto spetta

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Agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del LavoroSezione II – Somministrazione di lavoro: D.D. n. 7 del 07/01/2026Sezione IV – Ricerca e selezione del personale: D.D. n. 601 del 18/12/2025Guida aggiornata all’indennità di malattia 2026

Guida all’indennità di malattia 2026 · Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026 · A cura del team Peoitaly, specialisti di lavoro, paghe e selezione del personale in Italia.

Come viene pagata la malattia nel 2026: quanto paga l’INPS, quanto l’azienda, cosa prevedono i contratti del Commercio e dei Metalmeccanici, come funziona il certificato e quali sono gli orari delle visite fiscali. Con un esempio di calcolo.

In breve

  • Primi 3 giorni: sono il cosiddetto periodo di carenza. L’INPS non paga nulla: li paga l’azienda, se e nella misura prevista dal contratto collettivo.
  • Dal 4° giorno: l’indennità di malattia INPS vale il 50% della retribuzione media giornaliera fino al 20° giorno e il 66,66% dal 21° al 180° giorno. Molti contratti obbligano l’azienda a integrare la differenza.
  • Chi non la riceve dall’INPS: gli impiegati dell’industria, i quadri e i dirigenti. Per loro paga direttamente l’azienda, secondo il contratto.
  • Novità 2026: dal 4 settembre 2026 (circolare INPS n. 92/2026) la malattia può partire dal giorno prima del certificato anche se la visita è in ambulatorio. Le fasce delle visite fiscali restano 10-12 e 17-19, tutti i giorni.

I numeri dell’indennità di malattia 2026

3 giorniDi carenza: non li paga l’INPS, ma l’azienda se previsto dal contrattoNormativa INPS
50%Indennità INPS dal 4° al 20° giorno di malattiaNormativa INPS
66,66%Indennità INPS dal 21° al 180° giorno di malattiaNormativa INPS
180Giorni massimi di indennità INPS in un anno solareNormativa INPS

Quando ci si ammala, la prima domanda è quasi sempre la stessa: quanto verrò pagato? La risposta non è unica. Dipende da chi paga l’indennità di malattia, cioè l’INPS, l’azienda o entrambi, dai giorni di assenza e soprattutto dal contratto collettivo applicato.

In questa guida spieghiamo in modo semplice come funziona l’indennità di malattia nel 2026 per i lavoratori dipendenti del settore privato: chi la riceve, quanto vale, cosa aggiungono i contratti più diffusi, cosa fare con il certificato medico e come comportarsi con le visite fiscali.

Chi ha diritto all’indennità di malattia INPS?

L’indennità di malattia è una somma che sostituisce lo stipendio nei giorni in cui il lavoratore non può lavorare perché malato. Per molti dipendenti la paga in parte l’INPS, ma non per tutti. Hanno diritto all’indennità di malattia INPS, tra gli altri:

  • gli operai di tutti i settori, compresa l’industria;
  • gli impiegati del commercio e del terziario, del turismo e dei pubblici esercizi;
  • gli apprendisti;
  • i lavoratori in somministrazione, i dipendenti a tempo determinato e quelli part-time, con alcune regole specifiche sulla durata.

Non ricevono l’indennità dall’INPS gli impiegati dell’industria, i quadri e i dirigenti. Per loro il trattamento economico durante la malattia è stabilito dal contratto collettivo ed è interamente a carico dell’azienda. Anche i lavoratori domestici, come colf e badanti, sono pagati dal datore di lavoro secondo il loro contratto.

Indennità di malattia: come viene pagata, quanto paga l’INPS e quanto l’azienda?

Il calcolo parte dalla retribuzione media globale giornaliera: in pratica, lo stipendio del mese precedente diviso per i giorni, compresi i ratei di tredicesima e delle altre mensilità aggiuntive. Su questa base l’INPS paga l’indennità di malattia così:

Giorni di malattiaIndennità INPSChi paga il resto
1°, 2° e 3° giorno (carenza)0%L’azienda, se previsto dal contratto
Dal 4° al 20° giorno50%L’azienda integra, se previsto dal contratto
Dal 21° al 180° giorno66,66%L’azienda integra, se previsto dal contratto
Oltre il 180° giorno nell’anno solare0%Dipende dal contratto e dal periodo di comporto
Valori per operai e impiegati del terziario. Per gli impiegati dell’industria, i quadri e i dirigenti paga solo l’azienda.

Nella maggior parte dei casi il lavoratore non deve fare nulla per ricevere l’indennità: la anticipa l’azienda in busta paga e poi la recupera dall’INPS con i contributi. L’INPS paga direttamente solo in casi particolari, per esempio per i lavoratori agricoli a tempo determinato, gli stagionali e chi ha perso il lavoro.

In busta paga, quindi, i giorni di malattia compaiono di solito con due voci: l’indennità INPS e l’eventuale integrazione dell’azienda. La somma delle due dipende dal contratto collettivo, ed è per questo che due persone con lo stesso stipendio possono ricevere importi diversi per la stessa malattia.

Indennità di malattia nel CCNL Commercio e nel CCNL Metalmeccanici

I contratti collettivi decidono quanto l’azienda aggiunge all’indennità di malattia INPS. Ecco come funzionano i due contratti più diffusi in Italia.

CCNL Commercio e terziario

GiorniINPSAziendaTotale
1°-3° giorno0%fino al 100%fino al 100%
4°-20° giorno50%25%75%
21°-180° giorno66,66%33,34%100%
Percentuali della retribuzione media globale giornaliera. Per gli apprendisti le integrazioni sono diverse.

Attenzione ai primi tre giorni: secondo il testo del CCNL Terziario Confcommercio, la carenza è pagata al 100% solo per i primi eventi di malattia dell’anno, mentre per quelli successivi la copertura si riduce, salvo eccezioni come il ricovero ospedaliero. Il periodo di comporto è di 180 giorni nell’anno solare. Fonti: Leggeinchiaro, CCNL Terziario; Money.it, carenza malattia

CCNL Metalmeccanici industria

Nel contratto dei metalmeccanici l’azienda integra l’indennità di malattia fino a garantire la retribuzione, per un numero di giorni che cresce con l’anzianità di servizio:

AnzianitàConservazione del postoRetribuzione al 100%Retribuzione all’80%
Fino a 3 anni183 giorni122 giorni61 giorni
Da 3 a 6 anni274 giorni153 giorni121 giorni
Oltre 6 anni365 giorni214 giorni151 giorni
Comporto “breve”. In caso di malattie lunghe (prognosi di almeno 91 giorni) il contratto prevede un comporto prolungato di 274, 411 o 548 giorni.

I primi tre giorni sono pagati dall’azienda. Se però nell’anno ci sono più di tre assenze brevi, i giorni di carenza delle assenze successive vengono pagati in misura ridotta, salvo ricoveri, malattie in gravidanza e alcune patologie gravi. Il rinnovo firmato il 22 novembre 2025 ha inoltre previsto, dal 1° gennaio 2026, giorni di conservazione del posto in più per i lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%. Fonti: Leggeinchiaro, CCNL Metalmeccanici; Edotto

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Esempio di calcolo dell’indennità di malattia: quanto si prende con 10 giorni

Prendiamo una dipendente del commercio con uno stipendio di 1.800 euro lordi al mese, 14 mensilità, alla prima malattia dell’anno, assente per 10 giorni.

La retribuzione media globale giornaliera, compresi i ratei di tredicesima e quattordicesima, è di circa (1.800 + 1.800 × 2 ÷ 12) ÷ 30 = 70 euro al giorno.

PeriodoCalcoloImporto lordo
Giorni 1-3 (azienda al 100%)3 × 70 €210,00 €
Giorni 4-10: indennità INPS (50%)7 × 35 €245,00 €
Giorni 4-10: integrazione azienda (25%)7 × 17,50 €122,50 €
Totale 10 giorni di malattia577,50 €
Retribuzione normale per 10 giorni10 × 70 €700,00 €
Stima Peoitaly semplificata, al lordo di contributi e imposte. Il calcolo reale in busta paga dipende dal contratto, dai giorni del mese e dal numero di malattie già avute nell’anno.

In questo esempio, 10 giorni di malattia costano alla lavoratrice circa 122 euro lordi rispetto a un periodo lavorato normalmente. Se la stessa malattia superasse i 20 giorni, dal 21° giorno la retribuzione tornerebbe al 100%. Per stimare il netto mensile puoi usare il nostro calcolatore di stipendio netto e costo azienda.

Certificato di malattia: cosa deve fare il lavoratore?

Il certificato di malattia oggi è solo telematico: il medico lo invia direttamente all’INPS, che lo rende disponibile all’azienda. Il lavoratore deve comunque fare alcune cose:

  • avvisare subito l’azienda dell’assenza, di norma prima dell’inizio del turno, come previsto dal contratto;
  • farsi rilasciare il certificato dal medico, possibilmente lo stesso giorno in cui inizia la malattia;
  • comunicare all’azienda, se lo chiede, il numero di protocollo del certificato;
  • verificare che l’indirizzo di reperibilità indicato nel certificato sia corretto, perché è lì che può arrivare la visita fiscale.

Il certificato di malattia indica la data di inizio e la durata prevista (prognosi). Se la malattia continua, serve un nuovo certificato di continuazione. Se si guarisce prima, il lavoratore può rientrare solo dopo aver fatto rettificare il certificato dal medico.

Visite fiscali: orari e regole nel 2026

Durante la malattia l’INPS o il datore di lavoro possono chiedere una visita medica di controllo, la cosiddetta visita fiscale. Il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo indicato nel certificato in queste fasce orarie:

Dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.

Si può uscire durante le fasce solo per motivi seri e documentabili, per esempio una visita medica. Chi non si fa trovare senza giustificazione rischia di perdere l’indennità di malattia: alla prima assenza si perde l’indennità dei primi 10 giorni, e in caso di assenze ripetute la perdita aumenta. Sono esonerati dalla reperibilità i lavoratori con alcune patologie gravi o con invalidità riconosciuta, secondo le regole INPS. Fonte: QuiFinanza, visite fiscali 2026

Periodo di comporto: quanto si può restare in malattia?

Il periodo di comporto è il numero massimo di giorni di malattia durante i quali l’azienda non può licenziare il lavoratore. Lo stabilisce il contratto collettivo: per esempio 180 giorni nell’anno solare nel CCNL Commercio, e da 183 a 365 giorni nel CCNL Metalmeccanici, a seconda dell’anzianità.

Superato il comporto, il datore di lavoro può licenziare con preavviso, anche se il lavoratore è ancora malato. Molti contratti permettono però di chiedere un periodo di aspettativa non retribuita per conservare il posto. Attenzione a non confondere i due limiti: i 180 giorni dell’indennità di malattia INPS riguardano il pagamento, il comporto riguarda il posto di lavoro.

L’analisi di Peoitaly

Nella nostra esperienza, i dubbi sulla malattia nascono quasi sempre da due equivoci: pensare che sia l’INPS a pagare tutto e pensare che le regole siano uguali per tutti. In realtà il contratto collettivo conta quanto la legge: decide se i primi tre giorni sono pagati, quanto l’azienda integra e per quanto tempo si conserva il posto.

Il consiglio pratico è semplice: per sapere quanto spetta davvero, bisogna partire dal contratto indicato in busta paga, non da regole generali. Abbiamo spiegato come funzionano le altre voci della busta paga di fine anno nella guida alla tredicesima 2026.

Indennità di malattia: cosa cambia nel 2026?

  • Malattia dal giorno prima del certificato. Con la circolare n. 92/2026, dal 4 settembre 2026 l’INPS riconosce come inizio della malattia anche il giorno precedente al certificato quando la visita avviene in ambulatorio, non più solo per le visite a domicilio. Il giorno prima non può essere sabato, domenica o festivo. Fonte: Ecnews, circolare INPS 92/2026
  • Più controlli. La Legge di Bilancio 2026 ha potenziato il personale medico incaricato delle visite fiscali: è probabile che i controlli diventino più frequenti.
  • Fasce di reperibilità. Per i dipendenti privati restano 10-12 e 17-19, tutti i giorni.
  • Contratti rinnovati. Il rinnovo del CCNL Metalmeccanici del 22 novembre 2025 ha ampliato, dal 2026, la conservazione del posto per i lavoratori con invalidità grave.

Malattia dei dipendenti: cosa sapere se sei un’azienda

Per l’azienda la malattia ha un costo diretto e uno organizzativo. Il costo diretto comprende i giorni di carenza e le integrazioni previste dal contratto, che si aggiungono all’indennità di malattia anticipata per conto dell’INPS e poi recuperata con i contributi.

Gli errori più comuni riguardano il calcolo della carenza quando nell’anno ci sono più malattie brevi, il conteggio del periodo di comporto e, dal settembre 2026, la data di inizio della malattia dopo la circolare INPS 92/2026. Per le aziende estere che assumono in Italia c’è un punto in più da considerare: per gli impiegati dell’industria, i quadri e i dirigenti l’INPS non paga nulla e l’intera retribuzione durante la malattia resta a carico dell’azienda.

Peoitaly è un’agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro che affianca le aziende italiane e internazionali nella gestione delle buste paga, nell’assunzione tramite Employer of Record e nella ricerca e selezione del personale.

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Domande frequenti sull’indennità di malattia

Pagamento

Chi paga i primi tre giorni di malattia?

L’INPS non paga i primi tre giorni, chiamati carenza. Li paga l’azienda, se e nella misura prevista dal contratto collettivo: in molti contratti al 100%, ma alcuni riducono la copertura quando nell’anno ci sono molte malattie brevi.

Quanto paga l’INPS in caso di malattia?

Il 50% della retribuzione media giornaliera dal 4° al 20° giorno e il 66,66% dal 21° al 180° giorno, per un massimo di 180 giorni nell’anno solare. Molti contratti prevedono un’integrazione a carico dell’azienda.

La malattia è pagata al 100%?

Dipende dal contratto. Nel CCNL Commercio, per esempio, si arriva al 75% dal 4° al 20° giorno e al 100% dal 21° giorno. Nel CCNL Metalmeccanici l’azienda garantisce il 100% per un numero di giorni che dipende dall’anzianità.

Certificato e controlli

Quali sono gli orari delle visite fiscali nel 2026?

Per i dipendenti privati dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi. Il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo indicato nel certificato.

Il certificato di malattia può essere retroattivo?

Di norma no. Dal 4 settembre 2026, però, l’INPS riconosce come primo giorno di malattia anche il giorno precedente al certificato, sia per le visite a domicilio sia per quelle in ambulatorio, se non è sabato, domenica o festivo.

La malattia riduce le ferie o la tredicesima?

No. Nei limiti del periodo di comporto, la malattia matura ferie, tredicesima e TFR come il lavoro normale. Se ci si ammala durante le ferie, con il certificato le ferie si interrompono.

Nota metodologica e fonti

  • Indennità INPS, carenza e durata massima: disciplina INPS dell’indennità di malattia per i lavoratori dipendenti; decorrenza secondo la circolare INPS n. 92 del 4 settembre 2026, sintesi in Ecnews.
  • Contratti collettivi: CCNL Terziario, distribuzione e servizi e CCNL Metalmeccanici industria depositati al CNEL; sintesi in Leggeinchiaro ed Edotto.
  • Visite fiscali 2026: fasce di reperibilità e controlli secondo la stampa specializzata (QuiFinanza).
  • Esempio di calcolo: elaborazione Peoitaly su una retribuzione di 1.800 euro lordi mensili per 14 mensilità, divisore 30, prima malattia dell’anno.

Limiti. Le regole cambiano da contratto a contratto e tra categorie di lavoratori. Gli importi sono stime lorde: per il calcolo esatto fanno fede il contratto collettivo applicato e la busta paga.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un professionista. I dati provengono dalle fonti citate; gli esempi di calcolo sono stime del team Peoitaly.

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